Che cos’è la VR? Una ventata di aria gelida

Non sono impazzito, ma non posso svelarvi il motivo che mi ha portato a scegliere un titolo del genere per questo editoriale, non adesso almeno.

Che cos’è la VR?
La VR (Virtual Reality) è quella cosa che hai sempre voluto ma non sapevi di voler avere, e no, non sto parlando di un’ottima campagna marketing di qualche azienda produttrice di mele. Stiamo parlando di un desiderio nascosto dentro ognuno di noi. Prima il cinema, poi i videogiochi, persino la musica: il mondo dell’intrattenimento sta mutando, e la direzione intrapresa è quella dell’immersione più totale. La realtà virtuale è il grande passo avanti: rappresenta la traduzione e la somma di tutti gli sforzi intrapresi al fine di raggiungere tale obiettivo.

Che cos’è il senso di presenza?
“Il senso di presenza” come piace chiamarlo a Palmer Luckey, CEO di Oculus, è l’obiettivo che la VR si prefigge sin da quando ne abbiamo sentito parlare per la prima volta, che sia stato leggendo un libro o guardando un film fantascientifico: l’immersione totale, l’inganno dei sensi. Immaginate di trovarvi sul suolo di Marte. L’audio 3D delle vostre cuffie vi suggerisce che una tempesta sta per abbattersi su di voi, il vento proviene dalle vostre spalle, vi girate e sentite un rumore, come di un vetro rotto; esatto, avete appena rotto lo specchio preferito di vostra madre. Come definire la VR quindi? Potremmo dire che rappresenta un biglietto molto economico per visitare la superficie marziana? Io la definirei come la tecnologia più avanzata di cui disponiamo per rendere possibile l’impossibile.

Che cosa serve?
La prima cosa che ci immaginiamo pensando alla realtà virtuale è quel visore che, una volta indossato, vi catapulta in un mondo 3D, che se non fosse per la limitatezza delle nostre schede grafiche, sembrerebbe un’altra realtà a tutti gli effetti. Sapete però qual è la prima cosa che accade quando si indossa un visore VR? Si muovono le mani. Questo accade perché il senso di presenza funziona, ma viene poi facilmente interrotto dalla non presenza dei nostri arti all’interno del mondo virtuale. Abbiamo parlato prima di VR intesa come annullamento dei sensi: ingannare vista e udito è piuttosto semplice, ma come fare per gli altri sensi? Gusto, olfatto, tatto: sono certo che ci arriveremo, ma la verità è che ancora non ci siamo. Questo settore è appena nato, così come stanno nascendo una valanga di nuove startup impegnate a far parte di una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche degli ultimi tempi. Non siate impazienti, avremo il senso di presenza che desideriamo, ma non me lo aspetterei troppo presto, sono comunque certo che sapremo accontentarci.

Quand’è che funziona?
Vi hanno detto che ci vuole una bestia di PC per poter usufruire di contenuti VR? Beh, vi hanno detto… la verità. Nessuno vuole togliere i meriti che Palmer Luckey si è guadagnato per aver iniziato la VR revolution, ma la VR è semplicemente nata quando la tecnologia era pronta per soddisfare i suoi altissimi requisiti prestazionali. Cosa sarebbe successo se qualcuno ci avesse provato disponendo di una tecnologia non ancora all’altezza? Date un’occhiata qui. Altissima risoluzione del visore, latenza inferiore ai 20ms, 90 fps (di quelli rock solid), audio 3D, e chi più ne ha più ne metta. Mentre sul versante console vi basterà comprare una PlayStation 4 e PlayStation VR, per quanto riguarda il vostro adorato PC, a detta di Oculus, sarete probabilmente costretti a cambiare la vostra configurazione hardware.

specifiche oculus rift

Se invece preferite buttare via il vostro vecchio PC e andare sul sicuro comprando quello nuovo, allora potete dare un’occhiata ai PC con la dicitura Oculus Ready. Ne vedrete sempre di più nei mesi a seguire.

Che cosa cambierà?
La risposta più semplice è che cambieranno tantissime cose, quella invece più impegnativa è dire che il numero di novità sarà pressoché infinito. Una volta indossato il visore si realizza come tutto appaia diverso: l’importanza dell’audio è assoluta, il level design da rivedere, la sceneggiatura da riscrivere, per dirne alcune. L’hardware supplementare che andremo ad utilizzare, come guanti o qualsiasi altra cosa la mente dei produttori di periferiche svilupperà, una volta implementato andrà inevitabilmente a cambiare la concezione del livello di coinvolgimento che può offire un contenuto digitale. Provate a immaginare la seguente scena: state vestendo i panni di un ladro che viene beccato dalla polizia. Avete davanti a voi un poliziotto che vi intima di alzare le mani dicendovi che siete sotto arresto, ed è solo alzando le vostre mani (quelle vere!) che riuscite a “sbloccare” la situazione e a proseguire nel gioco. Se doveste abbassare le mani, magari quel poliziotto potrebbe spararvi, decretando così la fine della partita. Farvi percepire attraverso parole o racconti quello che si prova non è facile, non vi resta che provare la VR, e mi auguro lo riusciate a fare presto!

La fredda conclusione
Ho parlato di vento, freddo e ghiaccio. A cosa mi riferivo? Mi riferivo a cosa si dice di solito quando, dopo un periodo di calma piatta, arriva la novità, la ventata di aria fresca. Questa è La novità, quindi abbassare la temperatura di qualche grado mi pareva giusto. E cosa accade quando arriva La novità? Si ha un’esplosione di creatività: questa è una delle cose che più mi piacciono della VR. Avete notato il numero di startup che stanno nascendo intorno a questo nuovo fenomeno della realtà virtuale? Nascono come funghi, che sia per sviluppare nuove periferiche o contenuti VR a livello software. Siamo di fronte a una rivoluzione del settore dell’enterteinment che colpirà praticamente tutti i settori, non solo quello videoludico. Mark Zuckerberg ultimamente si sta divertendo postando video girati a 360°: uno dei tanti tentativi che si stanno facendo per stuzzicare la curiosità delle persone, e perché no, per capire se effettivamente questo tipo di novità piace al pubblico. Le aziende si stanno preparando, gli utenti pure, anche se alcuni di loro ne sono ancora inconsapevoli. Manca poco alla commercializzazione dei visori più rinomati, scopriremo presto come verrà accolta la realtà virtuale a livello consumer. Che dire, spero che questa piccola chiacchierata vi sia piaciuta, le cose da dire sono tante, troppe, ma mi auguro che questo editoriale possa essere lo spunto di una bella discussione. Forse non siete completamente d’accordo con me, forse volete aggiungere qualcosa. Sono davvero curioso di vedere cosa avete da dire, aspetto i vostri commenti qui sotto!

Are you ready? VR Ready! E voi siete pronti?

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