Perché VR Ready?

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Perché VR Ready? Questo sito web nasce dalla voglia di fare parte di qualcosa di grande. Nel momento in cui scrivo la VR (Virtual Reality) non è ancora entrata nelle case di molte persone. Si possono trovare visori per la realtà virtuale compatibili con i dispositivi mobili (Samsung Gear VR e Google Cardboard per citarne alcuni) ma il grosso deve ancora arrivare. Questa è una scommessa; con un finale, però, più certo di quel che si crede. Il numero di aziende che si avvicinano alla realtà virtuale sono sempre di più. Parliamo delle più grandi etichette cinematografiche, delle aziende produttrici di videogiochi, e delle più grandi aziende dell’entertainment in generale. Tutti lo sanno, e chi è arrivata prima è Facebook: il lungimirante Mark Zuckerberg, CEO del più noto dei social network, ha infatti aperto il portafoglio e investito un miliardo di dollari nell’idea di Palmer Luckey, CEO di Oculus, accelerando in questo modo lo sviluppo del dispositivo Oculus Rift, primo vero responsabile di quella che sarà la VR Revolution.

Cosa significa VR Revolution? “Rivoluzione” è una di quelle parole che fanno paura, perché significa che tutto (o quasi) cambierà. Il primo settore a cui la maggior parte delle persone pensa è quello videoludico, ma le applicazioni della VR sono molte, molte di più: cinema, viaggi, medicina, per dirne alcune.

Tutto questo porta a uno dei maggiori motivi che più mi fanno piacere la realtà virtuale: la famosa “ventata di aria fresca”. Quello che mancava da tanto, troppo tempo. Stiamo assistendo alla nascita di tantissimi nuovi studi, vedo tante idee brillare. Si ha fra le mani qualcosa che prima non esisteva, significa che le regole cambiano e se ne scoprono di nuove. Basta pensare al tipo di innovazioni che può portare una tecnologia del genere a livello di gameplay: l’interazione delle mani, del corpo, l’audio 3D, e altro ancora. Sentire un rumore dietro di noi e girarci con la testa e assistere a una scena che ci coinvolge, o avvicinarci (col nostro corpo!) a una cabina telefonica e spostare la testa per vedere un numero di telefono scritto sul fianco, per poi inserirlo nel tastierino numerico e proseguire nel gioco. Queste sono tutte azioni per quanto semplici, eccezionali. Uno dei più grandi problemi che si affrontano quando si parla di realtà virtuale, è quello di cercare di far percepire al lettore cosa chi scrive un articolo abbia provato utilizzando un visore VR: non è semplice.

Noi proveremo a fare questo e altro, e ci farebbe enormemente piacere se sceglieste di fare parte della nostra community. In cambio vi promettiamo passione e qualità, requisiti indispensabili quando si avvia un progetto del genere. Molti di voi amano la VR ma ancora non lo sanno. Are you ready? VR Ready! E voi siete pronti?

Andrea Ercolani – Founder Supremo di VR Ready